Libri: Ma le pecore sognano lame elettriche?


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Ma le pecore sognano lame elettriche? Rita Ciatti

Con piacere si propone un estratto dall’introduzione del libro “Ma le pecore sognano lame elettriche?” di Rita Ciatti recentemente pubblicato da Marco Saya Edizioni.
Il testo è arricchito dalla prefazione di Simonetta T. Hofelzer e dalla postfazione di Adriano Fragano. Il disegno di copertina è stato realizzato da Alessandra Antonini. 


“[…] Nei primi capitoli parlerò quindi di cosa sia lo specismo – concetto che riprenderò più volte, declinato in varie dimostrazioni ed esempi – e di come lo stesso sia trasmesso e rafforzato attraverso la cultura che abbiamo prodotto nei secoli e ancora oggi produciamo. Per cultura intendo tutto ciò che la nostra specie crea, di materiale e intellettuale; quindi tanto manufatti e produzioni alimentari ecc., quanto arte, cinema, letteratura, informatica, nuovi media.
Lo scopo è quello di dimostrare come ogni pratica di oppressione necessiti di un sistema simbolico e culturale forte per poter essere giustificata e accettata dalla società. Vale a dire che non sarebbe possibile continuare a usare gli animali se la nostra cultura non avesse generato un tipo di narrazione funzionale a escluderli dalla nostra considerazione morale.
Metterò in evidenza questa costruzione culturale, per poi descriverne l’effetto e il risultato concreto, ossia i modi in cui gli animali sono effettivamente usati, oppressi, uccisi, trasformati in prodotti alimentari, di vestiario ecc.

Nella seconda parte metterò invece in discussione l’uso degli argomenti indiretti (salute, impatto ambientale), e non perché l’ecologia non abbia una sua importanza cruciale (rispettare il pianeta è fondamentale, se non altro perché se vogliamo rispettare noi stessi e gli altri animali non possiamo certamente evitarlo), ma perché il fine della lotta alla discriminazione delle altre specie è la liberazione degli animali riconosciuti in quanto soggetti e non in quanto agenti inquinanti o nocivi; criticherò pertanto il concetto e tutto il corpus giuridico che va sotto il nome di “benessere animale”, così come le varie definizioni errate di veganismo.

Questo è un testo divulgativo: scritto, spero, con un linguaggio comprensibile e rivolto a tutti. Probabilmente a molti compagni attivisti non dirà nulla di nuovo, ma sappiamo che la strada da fare per arrivare a una sensibilità antispecista è ancora lunga, perciò è importante percorrerla in maniera diretta, senza deviazioni o facili scorciatoie che solo apparentemente possono sembrare strategie utili.

Certamente alla liberazione animale si arriverà tramite un processo graduale, ma sono convinta (in questo supportata dalla tanta letteratura in materia) che solo analizzando e decostruendo lo specismo attraverso un cambiamento culturale profondo sarà possibile arrivarci. In questo senso, è importante non fare concessioni al sistema che sfrutta e trae profitto dagli altri animali, non mostrare accondiscendenza e lavorare per riconoscere e combattere l’antropocentrismo interiorizzato che caratterizza la nostra specie e da cui non sempre riusciamo ad affrancarci. Ma ci si deve provare, ognuno di noi può dare un contributo utile, non definitivo, non risolutivo, ma necessario.

La battaglia per la liberazione animale è una battaglia di giustizia al pari di altre. È necessaria, urgente, fondamentale perché si oppone a violenza, morte, orrore, indicibile sofferenza. Non dobbiamo mancare di rispetto agli altri animali (e magari prendere in giro chi si ne occupa, come se non avesse altro cui pensare), continuando a rimandare, a chiedere riforme leggermente migliorative che in realtà ne calpestano i corpi, la dignità e le esistenze perché non si riesce ad avere neppure il coraggio di affermare risolutamente la loro individualità, continuando a definirli “carne”, “filiera alimentare”, “agenti inquinanti”, “prodotti nocivi per la salute”, “produzioni zootecniche” ecc.
È necessario un cambio di paradigma radicale, un’opposizione culturale forte su tutti i fronti, non soltanto quello economico.

Spero che il presente saggio sia utile per comprendere cosa sia lo specismo e iniziare quindi a decostruirlo almeno dentro di noi, andando alla radice di quei pregiudizi e credenze che è necessario abbattere per vedere finalmente gli altri animali per ciò che sono: individui senzienti.”


Acquistabile presso lo shop online della casa editrice e altri store online. Si può ordinare anche presso le librerie fisiche Mondadori. Buona lettura.


Fonte: https://www.veganzetta.org/ma-le-pecore-sognano-lame-elettriche/

Autore dell'articolo: veganzetta.org