Azienda Agricola Landini: il potenziale della filiera dal campo alla confezione

Secondo recenti indagini di mercato, la filiera è risultata essere il tema del momento nel mondo del food. Qual è il valore di gestire l’intero processo di produzione dalla coltivazione alla trasformazione fino al prodotto finito? Ne abbiamo parlato con l’Azienda Agricola Landini.

Nella foto: Francesco Bassani e Maria Chiara Mutti

L’Azienda Agricola Landini, è un’impresa a conduzione familiare situata a San Protaso (PC): si occupa direttamente della coltivazione di colture alternative quali lino, quinoa, canapa, ceci e della trasformazione dei prodotti raccolti in farine senza glutine ed oli vergini alimentari ottenuti dalla spremitura a freddo dei relativi semi.

Le referenze sono tutte conformi allo standard VEGANOK e di altissimo livello.

Abbiamo intervistato Francesco Bassani che si occupa dello sviluppo dei prodotti: ci ha raccontato con passione l’attività dell’azienda e le caratteristiche dei prodotti.

Il vostro tratto distintivo è il valore della vostra filiera: cortissima e totalmente autonoma. Raccontateci di più della vostra attività.

La nostra azienda si occupa direttamente della coltivazione (canapa sativa o lino ad esempio) e della trasformazione di semi in farine ed olii. Produciamo direttamente in azienda in un laboratorio di trasformazione che abbiamo creato 2 anni: questo è il nostro marchio distintivo considerato che siamo un’azienda agricola. Normalmente o si produce o si coltiva. Gestire entrambe le attività è impegnativo ma è qualcosa in cui abbiamo sempre creduto.

Si tratta di un’impresa a gestione familiare?

Si, esatto. Siamo 4 persone e ci occupiamo di tutti gli aspetti: dalla gestione della rotazione delle colture al marketing, alla produzione fino alle fiere in cui esponiamo. Il terreno da cui ricaviamo i nostri prodotti è di circa 50 ettari. Oltre alle colture da cui ricaviamo i nostri prodotti in catalogo, abbiamo tentato anche, per circa due anni, di ricreare una filiera per la produzione e trasformazione della quinoa: attualmente stiamo sperimentando delle varietà consone al mercato italiano.

Parliamo di filiera: secondo un’indagine dell’Osservatorio Immagino Nielsen pubblicato recentemente, la filiera è il tema del momento nel mondo del food e invade le confezioni dei prodotti venduti nella distribuzione moderna. Parliamo di un valore 259 milioni di euro di sell-out. In un mercato che tende a standardizzare sempre di più la produzione, i gusti e le referenze disponibili, che valore ha secondo voi, per il consumatore il prodotto di fliera corta e controllata?

La filiera cortissima come la nostra permette di avere una rintracciaiblità totale del prodotto grezzo; il prodotto rimane sempre fresco. La conservabilità dei semi aumenta; il prodotto finito rimane più naturale perché potendo controllare tutto il processo, possiamo lavorare per lotti di produzione più piccoli, costumizzati eliminando la necessità di stoccaggio. Parlando degli olii che produciamo come quello di canapa e lino che contengono moltissimi omega3, è fondamentale avere la provvigione nel più breve tempo possibile. Lavorare in questo modo ci permette di non aggiungere conservanti ai prodotti.

Chi è il vostro target di riferimento?

Il nostro cliente ideale conosce già i prodotti che produciamo ed è in grado quindi, assaggiando, di cogliere la differenza rispetto agli altri presenti nella grande distribuzione. Sia a livello di gusto che di consistenza e colore. Riesce a valorizzare il prodotto e a riconoscerne l’artigianalità. Partecipiamo spesso a fiere di settore e mostriamo ai clienti la densità degli olii e la viscosità. Per ciò che concerne le farine mostriamo come  tendono a cambiare colore, ad ossidarsi nell’arco di una giornata. Questo lascia intuire e comprendere che le spremiture che effettuiamo sono a bassa temperatura e quindi le farine sono ancora ricche in olio.

Parliamo della canapa, una delle materie prime in lavorazione nella vostra attività. Si tratta di uno dei prodotti più richiesti del momento con grandi potenzialità di crescita. Quali caratteristiche ha la canapa sativa usata nel settore alimentare e per i vostri prodotti?

La nostra canapa ha un elevato profilo nutrizionale. Contiene molte proteine, amminoacidi e fibre naturali. Antiossidanti e omega3 completano il valore del prodotto.

Facciamo chiarezza per i nostri lettori. Approfondendo il tema delle domande e dubbi più comuni legati alla canapa, si riscontra una certa confusione sulla distinzione tra canapa sativa e canapa indica o marijuana. Questo compromette o disturba la vostra attività?

Si tratta di piante che, seppur avendo origine dalla medesima famiglia, sono diverse. Sono diverse anche visivamente: la cannabis sativa arrivano ad un’altezza di circa 4 metri, le infiorescenze sono apicali e contengono un bassissimo tenore di thc (il principio attivo massimizzato invece nell’altra varietà). Nel momento in cui andiamo a proporre un prodotto alimentare derivato dalla cannabis sativa, diventa sempre necessario spiegare al consumatore quali sono le differenze rispetto alla cannabis definita “ludica”. Questa confusione è stata totalmente generata da quella che è stata definita “cannabis light” ricavata dalle infiorescenze della canapa sativa immesse sul mercato come una sorta di cannabis leggera: non una droga ma in grado di conferire un effetto rilassante. L’infiorescenza però in ambito alimentare non viene mai utilizzata: va lasciata sulla pianta perché è da lì che si ricavano i semi per la produzione di farine e lavorati.

La filiera della canapa, molto forte in passato, è da ricostruire…

Si purtroppo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la filiera della canapa è stata abbandonata. Veniva utilizzata nel tessile, nel settore nautico.

Parliamo del Canafè, un prodotto incredibile. Un brand davvero innovativo. Di cosa si tratta?

Si tratta del nostro omaggio alle properità della canapa. Ci siamo detti: “i semi di canapa sono eccezionali dal punto di vista nutrizionale: come valorizzarli?” E così è nato il Canafè. L’innovazione sta nell’utilizzo di semi di canapa non tostati, proprio per mantenere intatte tutte le proprietà della pianta. Abbiamo più del 50% di semi di canapa a cui misceliamo del caffè a bassa tostatura. Di fatto è una bevanda a base di canapa a cui diamo un sentore di caffè. Fornisce energia pur avendo un quantitativo di caffeina molto basso, meno di 1/4 rispetto ad un caffè tradizionale. Ne abbiamo diverse versioni: moka, espresso da bar e versione americana.

Perché avete scelto lo standard VEGANOK per i vostri prodotti?

Abbiamo voluto dare quel qualcosa in più legandoci all’alimentazione vegan. Crediamo che questo tipo di regime alimentare sia fondamentale per mantenersi sani ed in salute e vogliamo rendere consapevoli anche i nostri consumatori.

Della linea che aderisce allo standard VEGANOK c’è un prodotto che al momento sta performando meglio rispetto agli altri?

Il Canafè sta andando molto bene: la risposta del pubblico è positiva. Gli olii sono molto apprezzati. Le farine invece necessitano di qualche accortezza in più. A tal proposito, ci tengo a precisare che farine come quella di lino, possono essere usate in preparazioni anche a crudo. Sul nostro sito web infatti pubblichiamo ricette e preparazioni possibili.

Dove possiamo trovare i vostri prodotti?

Effettuiamo spedizioni attraverso acquisti dal nostro sito web. I clienti ci possono contattare attraverso la compilazione del form nella pagina contatti del nostro canale web. Al momento stiamo lavorando sulla rete di distribuzione in negozi fisici.

Scopri tutti i prodotti dell’azienda a questo link: Azienda Agricola Landini


Fonte: https://www.osservatorioveganok.com/azienda-agricola-landini-il-potenziale-della-filiera-dal-campo-alla-confezione/

Autore dell'articolo: osservatorioveganok.com