I Falchi uccisi dalle linee elettriche


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Questa fotografia (che fa parte della serie di fotografie vincitrici del World Press Photo 2019 nella sezione Nature – Storie) è stata scattata il 26 maggio del 2017 a Ulan Bator, in Mongolia e ci mostra un Umano che depone a terra dei Falchi morti. Sullo sfondo un cavo elettrico traccia una linea parallela all’orizzonte. Il cavo non è ritratto nella fotografia per caso.
Questi Saker Falcon (Falchi sacri) sono stati infatti uccisi dall’impatto con le linee elettriche mal progettate o dal contatto con i conduttori. Se la morte da impatto è intuibile nelle modalità, e principalmente dovuta dal posizionamento dei cavi elettrici nelle zone di migrazione, la morte per folgorazione è meno intuitiva. Avviene quando un Uccello tocca simultaneamente due conduttori o un conduttore non isolato e qualche elemento del sostegno connesso a terra. I casi d’elettrocuzione più frequenti sono quelli con contatto a terra che avvengono quando un Uccello, posato su un sostegno, urta accidentalmente con una parte del corpo (generalmente la punta delle ali o la coda) contro uno dei conduttori. Provocando la morte immediata, l’elettrocuzione non permette l’apprendimento di un pericolo evitabile in futuro o trasmissibile alla prole. Per questo gli Uccelli non imparano. Il tappetto di Falchi morti folgorati, che nella fotografia ci appaiono come svuotati della loro maestosità, è triste e impressionante. L’alto voltaggio li ha come prosciugati.
Il fotoreporter Brent Stirton del National Geographic ha voluto raccontare così il rischio di estinzione che stanno correndo questi rapaci, un tempo molto diffusi. BirdLife International classifica infatti questo Uccello come specie “in pericolo” a causa del rapido declino delle popolazioni, specialmente nelle aree riproduttive dell’Asia centrale. Va precisato che il motivo principale del declino è la cattura (soprattutto illegale, ma se fosse legale non farebbe alcuna differenza), essendo molto utilizzati per la falconeria che sta avendo notevole sviluppo nei Paesi Arabi. Nel 2004 il numero di Falchi era stimato tra i 7200 e gli 8800 individui maturi. Oggi sembra che siano già un migliaio di meno.
Se la cattura è devastante, l’elettrocuzione, che per inciso non riguarda solo i Falchi ma numerose specie di volatili, è però tutt’altro che marginale. Basti pensare che in Asia Centrale, ogni anno, circa 4000 Falchi vengono uccisi dall’elettricità. Il numero complessivo di volatili di tutte le specie che muore per questa causa è invece nell’ordine dei milioni. Nonostante il problema sia noto, a livello mondiale, dal 1994 (in realtà i primi dati sono stati raccolti negli Stati Uniti addirittura nel 1904) ancora nessuno ha fatto qualcosa per risolverlo definitivamente. L’Asia, al netto delle problematiche economiche che riguardano una parte dei territori, resta il continente che ha dimostrato minor coinvolgimento a riguardo, tanto che le ricerche in merito, realizzate direttamente dai paesi interessati, sono quasi inesistenti (solo 4,5% delle pubblicazioni scientifiche sono state fatte in Asia).
In Europa le cose vanno meglio, ma fino a un certo punto. In Italia, ad esempio, l’interesse verso queste problematiche è recente, anche se nel corso dell’ultimo decennio l’attenzione è aumentata e l’impatto che alcune strutture hanno sulla fauna viene preso più seriamente in considerazione. Forse anche perché è stato dimostrato che gli impatti sono dannosi non solo per gli Animali, ma anche per le linee elettriche. Nonostante questo però, sono stati realizzati interventi di mitigazione solo a dimensione locale (Emilia Romagna e Toscana) perché ancora, nel nostro Paese, tutto sembra dipendere sempre e solo dalla sensibilità dei singoli. I costi per altro non sarebbero un gran problema, visto che esistono numerose soluzioni realizzabili con una spesa contenuta. Ma il fatto che, a distanza di quasi 25 anni dai primi report effettuati, in Italia manchi ancora un approccio su scala nazionale al problema, può essere una sorpresa?

Francesco Cortonesi


Fonte: http://www.veganzetta.org/i-falchi-uccisi-dalle-linee-elettriche/

Autore dell'articolo: veganzetta.org