Il vegan rivoluziona il mercato: ecco le aziende che l’hanno scelto aumentando vendite e profitti

Come cambia il modo di pensare alla produzione e il profitto delle aziende che introducono tra i propri prodotti anche referenze 100% vegetali? Ecco tre esempi di realtà britanniche che con la scelta vegan hanno riscosso ancora più successo tra i consumatori

Possono i prodotti vegani rivoluzionare l’assetto del mercato e modificare il modo in cui lavorano le aziende che li inseriscono nei loro comparti produttivi? Stando a quanto è accaduto ad alcune note realtà produttive inglesi, decisamente sì: secondo The Guardian è accaduto almeno in tre occasioni, con aziende che hanno incrementato i profitti dopo aver introdotto novità 100% vegetali tra i propri prodotti.

Dr. Martens: l’anfibio vegano porta a +4% le vendite

È il simbolo del marchio fin dal 1947, l’anno della fondazione della nota azienda tedesca che ha vestito con le sue calzature diverse generazioni di giovani “ribelli”, diventando icona della cultura underground. Da allora è passato molto tempo, ma l’anfibio 1460 è rimasto il simbolo dell’azienda: otto occhielli, cuciture a vista e suola in gomma, ma tomaia in cuoio di derivazione animale, almeno fino a qualche tempo fa: l’azienda, infatti, ha da poco introdotto anche un modello di anfibi vegan-friendly realizzati in poliuretano, tessuto e altri materiali sintetici.

I profitti dell’azienda sono arrivati ad aumentare del 70% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di bilancio presentati lo scorso 31 marzo, sostenuti anche dal successo delle nuove calzature vegane. Anche le vendite online sono aumentate, e rappresentano ora il 16% dei ricavi totali per l’azienda, che si sta espandendo sui mercati internazionali. Anche se di fatto gli stivali vegani rappresentano il 4% delle vendite, questo cambio (parziale) di rotta contribuisce sicuramente a fornire un’immagine rinnovata dell’azienda: Dr. Martens si presenta oggi come attenta alle esigenze dei consumatori nonché alle richieste di mercato, che si sta evolvendo nella direzione di una produzione sempre più cruelty free.

Greggs: raddoppiano gli introiti grazie ai prodotti “healthy”

È la più grande catena di prodotti da forno del Regno Unito, fondata addirittura nel lontano 1939 e famosa soprattutto per i suoi prodotti salati come torte e panini ma anche per i dolci, tra cui spiccano ciambelle e torte alla vaniglia. Niente di tutto questo è realizzato senza derivati animali, o almeno così è stato fino a poco tempo fa: la nota azienda ha infatti optato per l’ampliamento della sua gamma di prodotti per soddisfare le richieste di mercato e rispondere alle scelte alimentari dei consumatori consapevoli.

Ecco allora che Greggs propone porridge ipocalorici, brownies senza glutine e rotoli con “salsiccia 100% vegetale” a base di Quorn, pensati non solo per vegetariani e vegani, ma anche per i flessitariani, ovvero coloro che decidono di ridurre sensibilmente il consumo di carne di solito per motivi di salute. “Ci è voluto molto tempo arrivare a questa innovazione – afferma Roger Whiteside, CEO di Greggs – Quasi due anni di test delle ricette”. Una mossa importante, che ha reso il rotolo plant-based uno dei cinque bestseller dell’azienda e che ha portato a un’impennata delle vendite di tutti i prodotti, con un +10,5% e una crescita degli utili di oltre il 50% (parliamo di £ 40,6 milioni). A questo si aggiunge che le azioni dell’azienda hanno quasi raddoppiato il loro valore nell’ultimo anno ed è forse per questo motivo che la società sta valutando la produzione di altre versioni 100% vegetali dei suoi bestseller.

Protein Works: integratori sì, ma a base vegetale

Protein Works è una società di e-commerce con sede nel Cheshire, che si occupa di integratori per il fitnesse che di recente ha notato come il pubblico vegan fosse interessato a questa tipologia di prodotti. “Siamo in circolazione da sei anni – afferma Mark Coxhead, fondatore dell’azienda – e abbiamo sempre avuto frullati a base di proteine ​​di soia e ​​di piselli accanto ai nostri prodotti derivati ​​dal latte vaccino. Non hanno mai venduto molto, però, fino a quando il trend del veganismo non è decollato: a quel punto abbiamo davvero notato un’impennata nei profitti”.

L’azienda ha quindi scelto di rinnovare la gamma di prodotti per anticipare la domanda dei consumatori, riformulando le ricette a base di proteine animali per renderle 100% vegetali, in modo che fossero altrettanto buone e funzionali. “Stiamo anche cambiando il nostro modo di fare pubblicità – continua Coxhead – Se prima definivamo i nostri prodotti come “frullati di proteine di soia”, adesso parliamo di “frullati proteici vegani”.  E a quanto pare la nuova strategia di marketing funziona, dal moento che la gamma 100% vegetale di Protein Works rappresenta ora un terzo delle sue vendite totali.

Questi sono solo alcuni degli esempi che dimostrano un fatto ormai certo: il vegan rappresenta oggi il “new normal” e sono sempre di più i consumatori che abbracciano un’alimentazione 100% vegetale per motivi etici o salutistici. Le aziende rispondono alle richieste di un mercato sempre più improntato verso il plant-based e i risultati, come si è visto, non si fanno attendere: segno evidente di una rivoluzione (economica, ma non solo) in atto.


Fonte: https://www.osservatorioveganok.com/il-vegan-rivoluziona-il-mercato-ecco-le-aziende-che-lhanno-scelto-aumentando-vendite-e-profitti/

Autore dell'articolo: osservatorioveganok.com