Pensieri sul dolore animale


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"Cane disteso" - Roberto Manzotti

Se c’è qualcosa che come Umani e quindi come Animali ci spaventa, questo è il dolore.

La capacità di provare dolore è una delle caratteristiche fondamentali del nostro essere Animali, è fisiologica e vitale. Grazie al dolore, che possiamo provare con sorprendente rapidità, siamo in grado di avere una percezione completa dei pericoli che ci circondano, possiamo reagire per allontanarcene, per fuggire il pericolo che esso rappresenta, per farlo cessare.
Il dolore è dunque legato a doppio filo con la nostra capacità di reazione immediata, di fuga, di movimento: un dolore senza la possibilità di una rezione non avrebbe senso, sarebbe solo crudele.
Dunque il dolore ci salva la vita, ma provare dolore è spesso terribile, così come lo è la consapevolezza del dolore, la sua stessa idea. In Natura gli Animali passano l’intera esistenza fuggendo dai pericoli, dalla morte e dal dolore e proprio questa fuga li mantiene in vita; per noi Umani – pur con la pesante intromissione della società in cui viviamo e della scienza – in sintesi è la stessa cosa, prova ne è il successo clamoroso dei farmaci antidolorifici.
Nonostante tutto dolore ci ricorda in ogni momento che siamo pur sempre degli Animali.
Ma la vita non è solo dolore, questo non è vero, è però vero come abbiamo visto, che il dolore spesso la preserva, pertanto il dolore è utile per chi lo prova perché ne può trarre un beneficio e quando per varie ragioni non lo è più, rimane solo puro dolore e in quanto tale dovrebbe essere risparmiato a chiunque sia in grado di provarlo.

Anche in ambito animalista quindi il dolore ha un’importanza fondamentale, anzi il fulcro del discorso di gran parte del mondo animalista pare essere proprio il dolore perché purtroppo la storia del nostro criminale rapporto con gli altri Animali è una storia di immenso dolore per questi ultimi: un dolore ingiusto e inutile che dunque non dovrebbe esistere. Considerare e combattere il dolore animale è importantissimo, ma limitarsi solo ad esso – come spesso accade – oggi diviene un limite sempre più pesante, perché ciò permette alla tecnoscienza specista di poter approntare nuove soluzioni che eliminino – o limitino fortemente – il dolore senza eliminare l’ingiustizia che lo causa.
Così come il cosiddetto “benessere animale” è divenuto un comodo alibi ed un vero e proprio marchio di fabbrica dei nuovi allevamenti presunti “etici”, lo stesso accadrà per il dolore animale. Si cercherà sempre più di adeguare la pratica di sfruttamento e di uccisione degli Animali, al nuovo sentire della società umana che lungi dal rispettarli, semplicemente cercherà di allontanarsi da ogni possibile senso di colpa, così come fa per il dolore (proprio o altrui).
Noi Umani non vogliamo sentire dolore e nemmeno provare sensi di colpa, dunque l’idea che nuove tecniche e nuovi ritrovati scientifici ci permetteranno di continuare a sfruttare gli Animali arrecando loro sempre meno dolore, è a dir poco allettante. Invece di concedere la libertà che spetta loro di diritto, li affrancheremo dal dolore fisico e probabilmente anche psicologico, in questo modo li priveremo ancor più della loro animalità e potremo continuare a usarli senza il minimo rimorso di coscienza. Ancora una volta il progresso scientifico ci eviterà la fatica di un progresso morale.

La lotta per la liberazione animale non può basarsi solo sul dolore animale (perché sarebbe al limite solo una liberazione dal dolore), così come non può basarsi sull’intelligenza che attribuiamo agli altri Animali (con metri del tutto umani e specisti) e sulla loro consapevolezza. Il rispetto dell’altro parte dalla constatazione che per l’appunto è “altro” da noi, in ogni aspetto a prescindere dalla vicinanza ai nostri criteri di giudizio.
La domanda su cui dovremmo concentrarci non è più solo la storica “può soffrire?”, ma “vuole vivere?” e indubbiamente ogni singolo essere vivente (dal più semplice al più complesso, dal più microscopico al più colossale) vuole vivere, a modo proprio, la propria esistenza pienamente e liberamente.

Adriano Fragano


Immagine di apertura: “Cane disteso”, opera di Roberto Manzotti © 2021. Instagram: @robertomanzotti 


Fonte: https://www.veganzetta.org/pensieri-sul-dolore-animale/

Autore dell'articolo: veganzetta.org