Soldi per un papa vegano


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Di recente l’iniziativa della campagna internazionale Million Dollar Vegan che attraverso la lettera della dodicenne Genesis Butler al papa offriva 1 milione di dollari qualora il pontefice avesse deciso di passare la quaresima senza mangiare cibo di derivazione animale, ha fatto molto discutere. A prescindere dall’assurdità della richiesta nei confronti del capo di una religione che fonda le sue origini nella visione antropocentrica del mondo e sul primato dell’Umano sugli altri viventi, ci sarebbero ovviamente altre questioni da evidenziare. A questo scopo si propone un interessante articolo di Gary Lawrence Francione (al netto delle speranze che anche l’autore ripone nell’azione del papa…), tradotto in italiano da Pasquale Stigliano. Buona lettura.

Fonte: medium.com/@gary.francione/morality-in-the-age-of-reality-tv-bribing-the-pope-to-adopt-a-vegan-diet-for-lent-d669becb8e58

La morale nell’era del reality: corrompere il Papa per adottare una dieta vegana durante la Quaresima

Papa Francesco scelse il suo nome come rimando a S. Francesco D’Assisi, autore del cantico di frate sole, una preghiera nella quale il santo loda Dio per la creazione, parla di “Fratello sole e Sorella acqua” e si riferisce alla terra come nostra “sorella” e “madre”. Nel 2015 , Papa Francesco pubblicò la sua seconda enciclica papale, Laudato si’. Un’enciclica è una sorta di lettera papale. Laudato si’, al contrario della maggior parte delle lettere papali rivolte ai soli cattolici o leader della chiesa cattolica, si rivolge a tutti. Nonostante rimangano delle questioni, come il mancato riconoscimento da parte del Papa dell’impatto ambientale dovuto alla crescita demografica, Laudato si’ è, senza dubbio, una dichiarazione radicale considerata la natura estremamente reazionaria della chiesa cattolica.

In Laudato si’ Papa Francesco lancia l’allarme in relazione ai devastanti effetti del cambiamento climatico antropogenico e parla di come quest’ultimo, assieme al “moderno antropocentrismo,” stia influendo negativamente su tutti, specialmente i poveri. Critica quindi la nostra ossessione per il consumismo e uno sviluppo sconsiderato, rigettando il nostro “tirannico antropocentrismo indifferente alle altre creature.”

Le implicazioni in Laudato si’ sono ovvie; essendo un problema ambientalista, è chiaro che una dieta a base vegetale è il modo più efficace di ridurre la nostra impronta di carbonio. Diversamente dalle altre misure atte a ridurre il riscaldamento globale, adottare una dieta a base vegetale è qualcosa che tutti possiamo fare in questo preciso momento. È l’unica cosa che, allo stesso tempo, è efficace e non richiede nessuna innovazione tecnologica, legislazione, o regolamento governativo. In quanto problema morale, semplicemente non possiamo giustificare l’utilizzo degli animali non umani come risorse per gli umani, tanto più alla luce del fatto che gran parte del nostro utilizzo degli animali non può essere plausibilmente descritto come “necessario”.

È imperativo che coloro che guardano al Papa come a una guida spirituale prendano seriamente le chiarissime implicazioni in Laudato si’, indipendentemente dal fatto che il Papa si sia pronunciato o meno su quelle implicazioni. Sarebbe ovviamente fantastico se il Papa annunciasse di aver deciso di diventare vegano per un obbligo morale verso gli animali non umani e per l’ambiente. Forse un giorno accadrà.

Uno dei modi di massimizzare le possibilità che ciò non accada è offrire del denaro al Papa tentando di tramutarlo in una star da reality show.


Il 6 Febbraio 2019 una massiccia campagna pubblicitaria è stata iniziata da un gruppo chiamato Million Dollar Vegan; tale campagna vede una ragazzina di 12 anni, Genesis Butler, sfidare Papa Franceso ad adottare una dieta vegana per la Quaresima. Se il Papa accetterà l’invito, Million Dollar Vegan donerà un milione di dollari ad un’organizzazione benefica scelta dal Papa.
Questa “sfida” è accompagnata da una petizione che si chiede alle persone di firmare e che esorta il Papa ad adottare una dieta vegana durante la Quaresima, alla luce di preoccupazioni legate all’ambiente e alla salute, oltre che a obiezioni agli allevamenti intensivi.

Non è chiaro quale sia lo scopo del Million Dollar Vegan. Nonostante il gruppo faccia uso del termine “vegan” (incluso nel suo nome), non sta promuovendo il veganismo, che comporta il non utilizzo degli animali quale che sia lo scopo. Il gruppo professa di promuovere una “dieta a base vegetale” come scelta “sostenibile e benevola.” La lista di letture che raccomandano include alcune fonti non vegane che promuovono un approccio reducetariano/flexitariano e supportano campagne per un supposto sfruttamento “più umano” degli animali. Virtualmente, tutte le notizie riguardanti il Million Dollar Vegan e questa campagna sostengono che l’obiettivo sia quello di “convincere le persone a mangiare meno carne e latticini per contrastare il cambiamento climatico”.

Alcuni sostenitori del Million Dollar Vegan sono molto chiari nel non richiedere la fine dello sfruttamento animale. Ad esempio, uno dei sostenitori è Animals Australia; quando è stato loro chiesto da ABC: “Animals Australia segue una politica che si oppone all’allevamento del bestiame destinato al consumo umano?”. Lyn White di Animals Australia ha risposto: “Assolutamente no. Guarda, la nostra visione, il nostro lavora è volto ad assicurare che tutti gli animali, specialmente quelli sotto custodia umana, siano tutelati da un trattamento crudele, e che siano trattati con compassione e rispetto. Questo è ciò per cui lavoriamo quotidianamente”.

Million Dollar Vegan è supportato da un certo numero di celebrità; il primo nella lista è Sir Paul McCartney, descritto come “vegetariano”. Dopo 41 anni da vegetariano, McCartney non è ancora vegano; ciò dà ai “piccoli passi” un significato completamente nuovo! In questa intervista del 2018 (al minuto 12:55), McCartney afferma di non essere vegano e, stando al sito web, il 22% del Linda McCartney Foods non è vegano. Il Papa dovrebbe quindi adottare una dieta vegana nonostante non ci sia niente di male se un non vegano, coinvolto peraltro nella promozione del consumo di prodotti di origine animale, sfida il Papa ad adottare una dieta vegana? Davvero? Altri sostenitori non sono vegani o sono decisamente ostili all’idea del veganismo come imperativo morale. Sorge il dubbio, allora, che il Million Dollar Vegan non sia che l’ennesimo gruppo che promuove un approccio reducetariano e che rigetta l’idea del veganismo come imperativo morale per ragioni di etica animale o ambientaliste.

Tralasciando qualsiasi altra considerazione inerente a questo gruppo e la sua campagna, vorrei fare alcune osservazioni.

Prima di tutto, non sembra una buona idea offrire alla persone, chiunque esse siano, denaro (sotto forma di pagamento diretto o di contributo alla loro associazione benefica preferita) con l’obiettivo di mutare il loro atteggiamento riguardo ad una questione morale, o con lo scopo di portare gli altri a cambiare perché la persona a cui è stato dato il denaro lo ha fatto. Questo è un modo molto cinico di rapportarsi alla morale, e non capisco come una misura del genere possa apparire efficace nel momento in cui si ricerca un qualsivoglia cambiamento duraturo.

Inoltre riconosco che, dato che considero il veganismo un imperativo morale e una questione di giustizia nei confronti degli animali non umani decisamente distinta dal valore della dieta vegana in funzione dell’ambiente, nonostante pensi che abbiamo l’obbligo morale di diventare vegani anche per ragioni ambientaliste, questa “sfida” presenta un aspetto sgradevole. La morale non è qualcosa di cui ci si occupa ogni tanto, per un mese o un po’ di tempo. Non ti risolvi a smettere di fare del male fisico agli altri per Quaresima.

In secondo luogo, è particolarmente problematico portare avanti un discorso del genere col Papa; se volesse donare un milione di dollari ad un’associazione benefica potrebbe vendere l’opera d’arte di minor valore appeso in Vaticano e, probabilmente, disporre di più di un milione di dollari da donare alla causa che più gli aggrada. Suppongo inoltre che il Papa troverà questa “sfida” e il grossolano tentativo di corromperlo decisamente poco invitanti. È pure improbabile che vorrà vedersi trasformata la Quaresima, un periodo di seria riflessione per i cattolici, in un reality show per i sostenitori del Million Dollar Vegan, egli stesso divenendone l’attrazione. La sezione delle FAQ del Million Dollar Vegan afferma, in risposta alla domanda se ciò sia “corrompere un leader religioso,” che “azioni audaci” sono necessarie e che “l’offerta è stata fatta in segno di rispetto nei confronti di Papa Francesco.”


Rispetto? Sono confuso. Sembra piuttosto essere chiaramente progettato per mettere in imbarazzo il Papa. Dopotutto, nessuno ha realmente pensato che il Papa potrebbe rispondere favorevolmente a questa specie di “sfida.” Pensavo che fosse chiarissimo che questo non fosse che un colpo basso teso a strumentalizzare opportunisticamente un leader religioso e una festività religiosa di quella religione per mettere in imbarazzo quel leader religioso – e farsi pubblicità ottenendo una posizione di visibilità nella gerarchia dei gruppi che sono in costante lotta per vedere chi riesce a prendere parte alle più oltraggiose e spesso offensive buffonate in vista di una fruttuosa competizione per le donazioni. In un certo senso, Million Dollar Vegan è semplicemente la più recente riproposizione di un “movimento” (in realtà più un insieme di business) che fa uso di qualsiasi cosa – razzismo, sessismo, misoginia e battute sulla violenza ai danni delle donne – per attirare attenzione e donazioni.
Si incomincia con “me ne andrei in giro nudo/a piuttosto che indossare una pelliccia” e si approda alle “sfide” al Papa, accompagnate da offerte in denaro. Il risultato, ovviamente, è che le questioni estremamente importanti sollevate dallo sfruttamento animale risultano banalizzate, divenendo intrattenimento a basso costo.

Confesso che potrei sbagliarmi riguardo al modo in cui reagirà il Papa. Sono stato cresciuto come cattolico, ma dire che sono un cattolico non praticante sarebbe un ridimensionamento iperbolico. Pensavo che chiunque prendesse il Papa e la chiesa cattolica sul serio si sarebbe sentito mortificato da tutto ciò, ma evidentemente non sono stato lungimirante.
Ho notato che Catholic Concern for Animals compare tra le organizzazioni che supportano Million Dollar Vegan, e sono indubbiamente più vicini al Papa e alla chiesa di quanto lo sia io. Saranno a conoscenza di qualcosa che io non so. Forse questa “sfida” sarà la prima di molte, dopotutto la chiesa è afflitta da svariate questioni. Potrebbero essere tutte risolte con una serie di “sfide” da un milione di dollari. Al prossimo giro potremmo trovarci una campagna impegnata a “sfidare” il Papa affinché permetta alle donne di essere ordinate sacerdoti per un mese così da abituare le persone all’idea. Lo si potrebbe chiamare Nunanuary.
(Aggiornamento del 2/12/2019: Catholic Concern for Animals non compare più nella lista dei sostenitori del Million Dollar Vegan e afferma di non aver mai supportato il Million Dollar Vegan e la “sfida” al Papa.)

Terzo, molti di noi spendono gran parte del tempo cercando di convincere le persone che il veganismo non è un sacrificio. Allora perché associare la dieta vegana alla Quaresima, un periodo di sacrifici e privazioni? Una sufficiente fetta di popolazione già pensa che la dieta vegana sia l’equivalente culinario del cilicio.

Concordo sul fatto che dovremmo incoraggiare le persone a smettere di consumare prodotti di origine animale per ragioni ambientaliste in aggiunta a quelle concernenti i diritti animali su cui in genere mi concentro. Di fatto, come ho specificato sopra, ritengo che abbiamo anche l’obbligo morale di adottare una dieta vegana per ragioni ambientaliste. È evidente che l’agricoltura animale sta distruggendo il pianeta, e la scienza ha chiaro come la dieta vegana sia la misura più efficace che possiamo adottare per salvaguardarlo. Mi sconcerta che i gruppi ambientalisti non promuovano unanimemente e con forza la dieta vegana.

Sostengo che l’adozione di una dieta vegana sia, in effetti, necessaria per ragioni ambientaliste dal momento che, dato il breve lasso di tempo che abbiamo per affrontare il problema del cambiamento climatico, è l’unica cosa che possiamo fare senza un cambio della tecnologia, della legislazione o delle regolamentazioni. Certamente potremmo abbinare una riduzione nei consumi alle altre tecnologie ma, di nuovo, semplicemente non disponiamo del tempo per capire quali combinazioni di strategie funzionerebbero e quante persone sarebbe necessario che partecipassero a quali combinazioni di strategie per raggiungere ciò che potrebbe essere raggiunto se ci fosse un enorme spostamento verso una dieta vegana.
Dire alle persone di ridurre il loro consumo di prodotti di origine animale è vago, e troppo poco e non c’è più tempo.
Dire alla gente che dobbiamo smettere di mangiare prodotti di origine animale è l’unico messaggio inequivocabile; di fatti, è l’unico messaggio sensato da promuovere se vogliamo sopravvivere. Da un punto di vista ambientalista, consumare prodotti di origine animale dovrebbe essere visto come un qualcosa che si fa, ammesso che si dia il caso, a mo’ di “inganno”, piuttosto che darsi una pacca sulla spalla perché si consumano solo latticini, uova e pesce nelle domenica senza carne.

La scienza che punta nella direzione di una dieta vegana sta facendo grandi passi in avanti senza che un altro gruppo provvisto del pulsante per le donazioni promuova un messaggio inevitabilmente incoerente e confuso. Comprendo che questi gruppi spesso evitino di prendere una posizione netta per quelli che sono, in effetti, affari; vogliono che la loro base di donatori rimanga quanto più ampia possibile. Tuttavia ammazziamo approssimativamente 70 miliardi di animali terrestri e un trilione di animali marini all’anno per la sola alimentazione.

La crisi morale e ambientalista è esattamente questo: una crisi. Abbiamo bisogno di un messaggio netto, e per ragioni morali e per ragioni ambientaliste.

Spero che il Papa, leader di 1.2 miliardi di cattolici nel mondo, deciderà non solo di adottare una dieta vegana, ma che lo farà nei termini di un riconoscimento del dovere a non mangiare, indossare, o comunque usare gli animali come risorse perché è immorale e ingiusto nei confronti degli animali non umani, così come è incompatibile con la sopravvivenza del pianeta e la giustizia alimentare se consideriamo i soli esseri umani.

Andrebbe notato che nella Genesi, il primo libro del vecchio testamento, Dio creò il mondo e ne riservò il dominio all’uomo ma, ed è una sorpresa, inizialmente nessuno mangiava nessuno. Dio disse sia agli umani che agli animali: “Io vi do ogni tipo di graminacee produttrici di semenza, che sono sulla superficie di tutta la terra, e anche ogni sorta di alberi in cui vi sono frutti portatori di seme: essi saranno il vostro nutrimento” (1:29). Quindi Dio disse a tutti gli animali e agli uccelli: “Io vi do come nutrimento ogni tipo di erba verde: e così fu” (1:30). 

All’inizio, quindi, prima che Adamo ed Eva disobbedissero a dio mangiando il frutto dell’albero proibito e fossero cacciati dal giardino dell’Eden, tutti, sia gli umani che gli animali, si nutrivano esclusivamente del prodotto delle piante. Fu solo dopo aver distrutto il mondo con un diluvio che Dio disse a Noè che agli umani era permesso di mangiare “qualsiasi creatura vivente che si muove” (9:3). 

In principio eravamo in armonia con Dio come esseri che si nutrivano di piante. Quando cademmo in disgrazia di Dio e fummo cacciati dall’Eden, Dio ci permise di uccidere gli animali come concessione al nostro stato imperfetto. Il vecchio testamento suggerisce almeno che dovremmo muoverci verso una riappropriazione di quello stato ideale.

Quando il profeta Isaia parla della venuta del messia e del ristabilimento del regno di Dio sulla terra, come lo descrive? Prima di tutto, vi sarà pace tra gli umani, che : “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Isaia 2:4). Al contrario la pace si diffonderà anche nei confronti e tra i non umani: “Il lupo e l’agnello pasceranno assieme, il leone mangerà la paglia come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà più danno né guasto su tutto il mio monte santo, disse il signore” (65:25).

Penso che il Papa si stia muovendo verso la promozione di una dieta a base vegetale per ragioni ambientaliste, se non in primo luogo di etica animale. Spero che questa specie di trovata a buon mercato non ritardi la sua azione in quella direzione.

Traduzione e adattamento a cura di Pasquale Stigliano per Veganzetta


Fonte: http://www.veganzetta.org/soldi-per-un-papa-vegano/

Autore dell'articolo: veganzetta.org